Ispettorato del Lavoro: i rischi della postura sedentaria al lavoro
16/07/2026
"I lavoratori dovrebbero potersi sedere quando ne hanno bisogno, stare in piedi quando lo desiderano e camminare o muoversi quando possono". E' quanto si legge nella la scheda informativa sui rischi connessi alla postura prolungata , seduta e in piedi, durante l'attività lavorativa diffusa dall' Ispettorato Nazionale del Lavoro lo scorso 2 luglio.
Scheda e l'infografica sono state elaborate dal gruppo di lavoro sui rischi emergenti per la salute e sicurezza (EMEX) istituito nell'ambito del Comitato degli alti responsabili dell'ispettorato del lavoro (SLIC). Il documento evidenzia come la sedentarietà da ufficio in posizione seduta sia associata a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesita, disturbi muscolo-scheletrici e, nei casi più estremi, a un incremento della mortalità generale.
Non va meglio a chi lavora prevalentemente in piedi: la postura eretta prolungata e costretta, tipica di professioni come parrucchieri, addetti alla vendita o al settore sanitario, è collegata a problemi circolatori, vene varicose e un rischio più elevato di patologie cardiache.
Il punto centrale delle linee guida è che alternare seduto e in piedi non basta: la vera chiave di prevenzione è il movimento. "È importante comprendere che il contrario di stare seduti non è stare in piedi, è muoversi" .
Le raccomandazioni pratiche suggeriscono di non superare il 50% della giornata lavorativa da seduti, di alzarsi almeno ogni 20-30 minuti e di puntare a una distribuzione ideale delle posture pari a circa 60% da seduti, 30% in piedi e 10% in movimento.
Sul piano normativo, il documento ricorda che il lavoro sedentario non è disciplinato da una direttiva UE specifica, ma resta comunque soggetto agli obblighi generali di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro, oltre alle disposizioni settoriali su videoterminali e luoghi di lavoro.
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